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Italia: tasse sui profitti forex

Il mercato Forex è il mercato valutario con più liquidità al mondo; vista l’imponente liquidità, guadagnare con il trading Forex è molto facile e ci sono trader esperti che arrivano a guadagnare anche più di 50 mila euro in un solo mese. Per regolamentare i facili guadagni ricavati con la speculazione nel mercato Forex, è stato stabiliti che questi profitti devono essere soggetti a tassazione.

Inizialmente, soltanto i trader che guadagnavano più di 51 mila euro e che chiudevano le loro operazioni di compravendita delle valute monetarie in un periodo più lungo di 7 giorni lavorativi erano obbligati a pagare le tasse sui guadagni ricavati da quelle transazioni. La maggior parte dei trader così preferiva chiudere le transazioni nel giro di pochi giorni, o addirittura anche di pochi minuti, per evitare qualsiasi tassazione. Dunque, il decreto venne modificato e si stabilì che i contratti di compravendita delle valute fossero considerati dei contratti finanziari differenziali, CFD, sui quali quindi pagare un’imposta.

Su quale somma si applica la tassa del 26%?

L’imposta sui profitti ricavati dal trading Forex è del 26% e si applica alla somma delle perdite e delle entrate di ogni trader. I broker offrono il vantaggio di poter calcolare rapidamente quanto si è guadagnato e quanto si è perso nel corso di un anno solare, tramite appositi strumenti che mostrano al trader il bilancio finale. L’imposta del 26% deve essere dunque applicata al risultato finale della differenza tra le plusvalenze (tutto il denaro guadagnato in un anno solare) e delle minusvalenze (il denaro perso a causa degli investimenti non andati a buon fine); a quel punto sarà calcolato quanti soldi sono stati guadagnati in un anno e, su quella somma, sarà applicata la tassa del 26%.

Ma c’è anche la possibilità che, a fine anno, siano di più gli investimenti andati male che quelli andati a buon fine; ciò vuol dire che non c’è stato nessun guadagno e, al contrario, il trader ha perso del denaro. in questo caso, il trader non dovrà pagare nessuna imposta poiché non ha nessun profitto sul quale applicarla. Ma dovrà ad ogni modo dichiarare sulla dichiarazione dei redditi anche la somma di denaro persa.

Tasse sul Forex e dichiarazione dei redditi

Ad ogni modo, nonostante l’estratto conto fornito dalle piattaforme di trading Forex sia sempre attendibile e sicuro, quello che vi consigliamo è di affidarvi sempre al vostro commercialista di fiducia per non commettere errori e avere il quadro della situazione sempre chiaro e limpido. Inoltre, è sempre bene non cercare di essere sempre in regola con il fisco e pagare costantemente le tasse sui profitti del Forex.

Molti trader infatti credono che la soluzione più furba sia quella di aprire un account su un broker estero e non dichiarare i propri guadagni. Ma questi soldi, prima o poi, saranno in qualche modo investiti e l’Agenzia delle entrate non potrà fare a meno di notarlo. Dunque, evitate di avere problemi con il fisco e dichiarate tranquillamente i vostri guadagni con la speculazione nel Mercato Forex.

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