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Idrosabbiatura, l’utilizzo dell’acqua in carpenteria ed edilizia

Tra le categorie di sabbiatura che possono essere adoperate con successo in edilizia e nella carpenteria leggera e pesante, l’idrosabbiatura è certamente quella impiegata con maggiore frequenza e buona riuscita. Questa tecnica, che funziona come la sabbiatura tradizionale, prevede l’utilizzo dell’acqua come veicolante della corrente abrasiva. L’idrosabbiatura trova ampio utilizzo in edilizia e nelle Belle Arti, anche se presenta qualche limitazione nella lavorazione dei metalli.

La sabbiatura a umido (come viene altresì chiamata) riveste una particolare importanza laddove le condizioni di lavorazione non consentano di utilizzare delle cabine aspiranti. La produzione di polveri e particelle volatili causata dalla lavorazione di superfici estese con sabbiatura a secco sarebbe tale da rendere praticamente invisibile il campo d’azione dell’operatore, che potrebbe anche respirare alcune micro particelle di materiale nocivo.

L’idrosabbiatura permette un notevole abbattimento delle polveri, anche se, a fronte di un grande vantaggio in termini di pulizia, presenta diversi svantaggi che limitano rispetto alla sabbiatura tradizionale.

BELLE ARTI, L’UTILIZZO DELLA MICROSABBIATURA

La sabbiatura a umido, tra l’altro, trova largo utilizzo anche nel trattamento delle Belle Arti, ovvero per il recupero di manufatti antichi e di grande pregio, quali travi e antichi sottotetti o facciate murarie. In questo campo, la corrente abrasiva è costituita da bicarbonato di sodio, per cui in questo caso si parla di microsabbiatura.

L’impiego del bicarbonato di sodio permette di raggiungere livelli di pulitura soddisfacenti a fronte di una ‘delicatezza’ che non ha eguali nel campo della graniglia da sabbiatura.

SABBIATURA DEI METALLI, A SECCO O UMIDA?

In edilizia, l’idrosabbiatura è in grado di svolgere tutte le funzioni che sono tipiche della sabbiatura tradizionale. Tra le limitazioni che l’idrosabbiatura presenta, vi è quella della lavorazione di superfici metalliche, quali ad esempio l’alluminio, il ferro o l’acciaio. A meno di utilizzare additivi chimici che inibiscono la corrosione, l’idrosabbiatura è bandita come trattamento su supporti metallici di vario genere. È inoltre impossibile utilizzare graniglia metallica, poiché reagirebbe male con l’acqua, ma anche lavorare su intercapedini concave.

L’utilizzo dell’acqua impone infatti l’impiego di pressioni più elevate rispetto alla norma. Le intercapedini concave, che prevedono un orientamento particolare della lancia da sabbiatura, comportano una perdita di pressione per cui l’incremento della stessa potrebbe diventare proibitivo per la sabbiatrice.

In termini puramente pratici, l’idrosabbiatura è più laboriosa a trattamento ultimato: eliminare i residui di sabbia umida è sicuramente più difficile rispetto allo stoccaggio della graniglia secca.

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