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Referendum Costituzionale: le motivazioni del no

Durante domenica 4 dicembre gli italiani sono chiamati ad esprimere il proprio parere per quanto riguarda la Riforma Costituzionale proposta ed approvata dal Parlamento nei mesi scorsi. Si tratta di un iter parlamentare di quasi due anni, che ha portato tutte le forze politiche a ridefinire le regole che riguardano la composizione e il ruolo del Senato, nel tentativo di superare il bicameralismo perfetto che ha caratterizzato la gestione del nostro paese nei decenni di Repubblica. Alcune forze oggi sono totalmente contrarie alla Riforma Costituzionale, per una serie di problematiche, di carattere anche politico. Come si può leggere sul sito riformacostituzionale.com le sfaccettature della nuova legge sono molte, cosa che ne complica abbastanza la comprensione per un comune mortale.

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Le ragioni del no


La riforma Costituzionale introdurrà una serie di norme che modificano sostanzialmente il ruolo del senato all’interno del Parlamento italiano. Nasce il Senato delle Regioni, costituito da 100 membri, la maggior parte dei quali scelti tar i rappresentanti locali delle regioni e dei comuni. Secondo le forze politiche che spingono i cittadini a rigettare la riforma questa semplificazione è reale solo sulla carta; nei fatti dichiarano che si aumenterà la confusione riguardo ai compiti ed ai doveri delle diverse figure all’interno del Parlamento. Inoltre sono particolarmente critici nei confronti elle nuove norme che vorrebbero appesantire il potere del governo, cui sarà possibile nominare alcuni membri della Corte Costituzionale e il Presidente della Repubblica.

La partecipazione popolare


La nuova legge, già approvata sia dal senato sia dalla Camera, propone alcune norme che dovrebbero tender e ad aumentare la partecipazione dei cittadini alla vita politica e legislativa dello Stato. Il fronte del no è particolarmente critico nei confronti di un particolare punto della riforma: le firme per i disegni di legge di iniziativa popolare passano da 50.000 a 150.000. In effetti però la nuova norma porta all’introduzione dei referendum propositivi, che oggi non esistono in Italia. Inoltre si aggiunge anche il principio per cui se le firme per un referendum sono più di 800.000 si ha la possibilità di diminuire progressivamente il quorum per la validità del risultato dello scrutinio.

Questioni politiche


I rappresentanti del popolo italiano eletti in Parlamento hanno già votato, a maggioranza, per l’approvazione del disegno di legge per la Riforma Costituzionale. Sembra a molti che la spinta verso il no al referendum sia dovuta a questioni prettamente politiche: se vincesse il no si potrebbe spingere il premier a rassegnare le dimissioni dal suo incarico.

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